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giovedì 25 agosto 2011

Reiki la via oltre la limitazione per raggiungere la liberta'.

Nel corso dei secoli, con il susseguirsi delle varie culture la parola "libertà ", ha assunto un significato sempre più vasto e rilevante suscitando nell'uomo reazioni ed emozioni di varia intensita'. In questo contesto, prenderemo in esame l'aspetto più limitante che la libertà sottintende, tale affermazione riferita al concetto di libertà?, appare contraddittoria ma se consideriamo che il desiderio di libertà nasce dalla consapevolezza di vivere una realtà limitata e limitante, ci accorgiamo di essere intrappolati in schemi mentali costituiti da norme, regole e convinzioni le quali sono in parte indispensabili per una civile e pacifica convivenza nell'ambito sociale. Per cui deduciamo che la prima causa limitante, deriva dalle regole che la società impone, infatti esse, sono comunque  le fondamenta sulle quali si basa qualsiasi aggregazione sociale, tale fenomeno non è circoscritto al ristretto gruppo comunitario di appartenenza ma è chiaramente esteso a livello di città, nazione e popoli.

Esse risultano indispensabili per rendere vivibile l'esistenza dell uomo sul pianeta terra, evitando cosi il crearsi di situazioni insostenibilmente anarchiche .

Alle norme socio-culturali, si aggiungono, i condizionamenti di ordine famigliare, costituiti da fattori ereditari e caratteriali, provenienti dalle figure influenti nella crescita e nello sviluppo della personalità del bambino.

Tali figure, nella nostra società sono prevalentemente rappresentate dai genitori i quali sia a livello conscio che inconscio trasmettono ai figli le loro convinzioni sull'educazione la società e la vita, condizionando cosi' la fisiologica e' consequenziale acquisizione esperienziale dell'individuo.
Strutturandoci cosi, sotto l'influenza di condizionamenti socio-culturali e famigliari, ci ritroviamo ad aver bisogno di quei limiti, in passato imposti ma ormai integrati sia nel nostro inconscio collettivo che individuale . Ormai, essi rappresentano gli schemi che conosciamo e che in quanto tali ci rassicurano.

A questo punto entra in gioco la contraddizione su citata ,per quanto rassicuranti siano quegli schemi , essi risultano comunque condizionanti e limitanti , finendo con il soffocarci e il levarci quello spazio vitale al quale tanto aneliamo .Quei limiti obsoleti ,nel presente divengono l'alibi dietro il quale ci nascondiamo giustificandoci con le classiche frasi autobloccanti , riconoscibili facilmente nei seguenti esempi : MA...; NON POSSO ; VORREI, MA... ; MI PIACEREBBE, PERO'... ;" .Andando avanti ci accorgiamo che tutti quei ma e se..., condizionano la nostra vita, provocandoci malessere e disagio .

La tensione interna cresce e con essa affiora il bisogno di libertà ,la quale ci spinge al desiderio di evadere da quella gabbia dorata nella quale ci eravamo rinchiusi.

Desideriamo la liberta', la bramiamo e allo stesso tempo la temiamo !

Essere " LIBERI ", significa abbattere tutte le sovrastrutture mentali, costruite nell'arco della nostra esistenza .

Tale processo comporta un grande atto di coraggio ,poichè ci priva di tutte le certezze, le quali pur essendo autolimitanti, erano per noi ormai familiari.

Perseguire la libertà, comporta prima di tutto l'abbandono dell'ideale di libertà, il quale generalmente a livello soggettivo è anch'esso una sovrastruttura mentale costruita in modo tale da essere irraggiungibile. Mentre a livello sociale, tale concetto è generalmente associato alla libertà di espressione e di azione. Ma tutto questo, è vera libertà ?

Riflettendo su questo quesito, la mia risposta è NO! Posso essere libero di pensare ( secondo gli schemi introiettati dall'ambiente ); libero di agire (in base a modelli comunque introiettati dall' esterno ); libero di scegliere la città in cui vivere (portando comunque con me il bagaglio di condizionamenti accumulati nel corso degl'anni ). No questa non può essere la vera libertà, ma solo un ideale destinato ad infrangersi alla prima difficoltà.

La libertà di cui sto parlando io non e' qualcosa di visibile all'esterno, ma un sentimento che nasce dal profondo del nostro essere, ossia la LIBERTA' INTERIORE.

A questo punto vi chiederete se sto scrivendo qualcosa sul Reiki o sulla psicologia....., le due discipline in realta' hanno dei punti in comune, entrambe si prefiggono l'obiettivo della crescita interiore, la quale comporta l' abbattimento delle sovrastruttura dietro le quali ci nascondiamo, pur di non vederci per quello che siamo realmente.



Sono ancora in molti a pensare che Reiki sia solo uno dei tanti metodi di guarigione basato sulla filosofia olistica. Si, Reiki è anche questo e tutti lo conosciamo sotto questo aspetto ma il punto sul quale voglio porre l' attenzione è rappresentato dal fattore soggettivo legato alla pratica del Reiki .
Tale fattore è direttamente sperimentato da ogni praticante durante l 'esercizio di tale metodo.

Esso in maniera dolce ma efficace, ci conduce verso un percorso di crescita personale, graduale, profondo e permanente; infatti, attraverso la sua azione, ci collega con la parte di noi piu' intima e autentica, la quale sepolta sotto una coltre di divieti, condizionamenti e difese, non riesce ad emergere, impedendoci così di vederci e RI-CONOSCERCI per quello che realmente siamo. Il Reiki squarcia il " Velo di Maja ", mostrandoci e ricongiungendoci al nostro vero Sè. Questo ci consente di liberarci in maniera consapevole, ossia, guidati da una volontà libera, dalle sovrastrutture imposte e auto-imposte, di tutto ciò che non è proprio della nostra vera natura. Solo a questo punto, possiamo scegliere in modo autonomo,guidati da una consapevolezza che è propria della nostra vera identità, ovvero, scegliere in completa autonomia!

Questa è la liberta' alla quale dobbiamo ambire, questa è la libertà che il Reiki ci dona! Tale processo evolutivo non è ne facile ne indolore, ma comunque indispensbile al conseguimento di quello stato che ho precedentemente esposto, ossia : " LA LIBERTA' INTERIORE " . Avendo conseguito questo obbiettivo, IO SONO, e in quanto tale, IO POSSO... , ascoltarmi ... per ascoltare, comprendermi... per comprendere, perdonarmi ...per perdonare,amarmi... per amare e solo a questo punto "guarirmi per guarire " !!

Reiki, quindi ci fornisce i mezzi per poter scegliere liberamente quando e come vivere le nostre esperienze, ci rende liberi ,permettendo al nostro MAESTRO INTERIORE, di emergere per mostrarci quella scintilla Divina che in noi, da sempre risiede. Reiki ci guida, ci incita, a perseguire l'indipendenza, poichè è solo attraverso di essa, che possiamo godere di quello che lo splendore della vita ci offre, in ogni attimo, in ogni respiro... sento che, "io sono " parte di questo immenso oceano di amore che e' la vita!......
Amici.... Il Buddha , afferma che noi siamo cio' che pensiamo; con il pensiero abbiamo costruito il mondo e' questo ,e' avvenuto grazie al pensiero " libero ", quel pensiero inspirato dalla scintilla divina che in noi risiede e non a quello dettato delle proiezioni del nostro sè inquinato dai condizionamenti socio-culturali. Reiki, quindi è il sentiero che ci guida verso la nostra vera essenza, la via che ci conduce all'incontro, al ricongiungimento con la nostra dignita' di esseri umani. Ciò che mi preme sottolineare a questo punto, è la terminologia che ho usato nella definizione di Reiki in quanto,VIA e SENTIERO, poiché, tale è la sua funzione. IL mezzo per raggiungere la meta, di qualsiasi natura essa sia, risiede in noi, e' parte integrante del nostro essere, ci appartiene da sempre ; IL MEZZO SIAMO NOI !....
E nulla di ciò che risiede al di fuori di noi può darci di piu' di cicche già siamo, solo comprendendo questo comprenderemo che siamo già liberi! Che siamo già REI-KI !!!! Quando avremo acquisito questa consapevolezza, molti dei blocchi e dei condizionamenti, non faranno più parte di noi del nostro modo di percepire la realtà circostante e alla parola "LIBERTA ", attribuiremo un significato del tutto nuovo e soggettivo .
Un significato più autentico !!!

Graziano Scarascia.

mercoledì 23 febbraio 2011

Reiki Meditazione guidata

Bellissima meditazione sul chakra del cuore.

Il centro italiano di formazione per operatori Reiki mette a disposizione una meditazione creata da Graziano Scarascia per attivare il chakra del cuore. La meditazione e guidata dovete dunque solo mettervi comodi e seguire le indicazioni provenienti dalla voce dell'autore. La meditazione per avere un migliore riuscita andrebbe fatta in un momento di calma in cui non si viene disturbati. Per avere un audio migliore si consiglia l'ascolto con l'ausilio di cuffie accustiche. La meditazione può essere scaricata dal link che vi poniamo in questa pagina. Una volta salvato sul vostro pc potete ascoltarla.

Il centro vi augura una serena meditazione !! sono graditi anche i vostro feedback che potete postare a fine pagina.
Link per scaricare il file ===> Meditazione Reiki chakra del Cuore

Reiki e Blocchi Bioenergetici

Il SISTEMA ENERGETICO PRIMARIO

Ogni individuo, alla nascita, possiede una sorta di unità di elaborazione energetica che, similmente al processore dei moderni computer, elabora flussi e le strategie energetiche del soggetto. Tale unità d’elaborazione energetica viene denominata Sistema Energetico Primario (S E P) ed accompagna il soggetto fin dal momento in cui egli è concepito. Essa, quindi, gestisce tutti i tipi di energia che ineriscono la persona, da quella fisca a quella spirituale, incluse le altre, cioè quelle che in genere vengono associate ai chakras o ai corpi sottili dell’aura. Come il processore del computer (il famoso CPU -central process unit-), però, il SEP ha bisogno di dati da elaborare. E dove li prende? In effetti questi dati vengono “letti” dal SEP nella “eredità energetica”  dell’individuo. In altre parole ciascuna persona, quando nasce, così come eredita un codice genetico, così porta dentro di sé una sorta di registro che possiede i dati della costituzione energetica, un vero e proprio “imprinting” bioenergetico. Cosa fa il SEP? Va in questo registro (simile alla memoria fissa del pc), prende i dati e li elabora producendo come risultato finale un percorso esperimentativo, un progetto di esperienze che occorrono al singolo individuo per maturare in termini di evoluzone spirituale. Le esperienze di cui si parla sono quelle che nella vita ciascuno di noi fa. Se io vado al supermercato nel giorno x e vivo l’esperienza y, ciò significa che il mio SEP ha stabilito quel percorso esperimentativo. Come fa il SEP a trarre frutto dall’esperienza? Il sistema elabora e produce un complesso di energie che, tramite l’azione del soggetto sarà impiegato per vivere una certa esperienza: energie del moto per recarsi al supermercato, stato d’animo del momento, stato di salute psichico e fisico, ecc ecc. Questo complesso energetico subirà un certo tipo di variazione durante l’esperienza stessa e poi ritornerà all’individuo che l’ha generato. In questa maniera il portato esperimentativo verrà incamerato dall’individuo con i suoi risvolti positivi e negativi. Così il SEP avrà prodotto e completato il suo compito. Alla fine del ciclo vitale, con la Morte si avrà avuto un certo grado di evoluzione che lo Spirito poi porterà con sé per farne uso della nuova “eredità energetica” che sarà base del successivo ciclo.
I blocchi energetici:

Accade spesso che il ritorno del complesso energetico da un’esperienza sia talmente carico di significati negativi che l’individuo non riesce ad assorbirlo. Egli, cioè non riesce a far sì che anche i risultati fortemente negativi abbiano comunque un risvolto positivo in termini di evoluzione. Ciò può dipendera da diversi fattori: effettivo grande impatto emozionale, inadeguatezza della psiche a vivere una esperienza intensa, ecc. Allora cosa succede? In questo caso il “bolo” di energia complessa che ritorna dal fatto esperimentativo non viene “sciolto” ed assorbito nella struttura energetica del soggetto (così come dovrebbe avvenire) ma rimane raggrumato e sospeso all’interno della struttura stessa divenendo "limitante" per essa. In altre parole l’individuo “rimuove” psicologicamente il fatto accadutogli ma così facendo copre una piaga impedendole di essere curata. Si è creato, così, un "blocco energetico".

Bisogna stare attenti a non cadere nel tentativo di banalizzare l’argomento, ritenendolo improbabile poichè non scientifico. Tuttaltro!

Molti esperimenti di Kinesiologia pongono chiaramente in evidenza come questi nuclei energetici nocivi abbiano una ben dcumentabile influenza sullo stato di salute della persona e sulle caratteristiche energetiche generali del soggetto. Il più classico è quello del braccio teso. Invitando una persona a tenere un braccio orizzontale e a ricordare contemporaneamente un fatto o una sensazione lieti, si può notare come occorre una buona dose di forza, da parte del diagnosta , per abbassare l’arto dell’individuo. Al contrario, occorre molta meno forza allorchè ad essere rammentati siano sensazioni o fatti spiacevoli. Volendo essere ancora più incisivi nel dare una base neurofisiopatologica a questi fatti, va ricordato che la muscolatura striata volontaria (quella dei muscoli scheletrici per intenderci) è dotata, oltre che delle fibre connesse alla corteccia celebrale (e quindi direttamente dipendenti dallo stato di coscienza e dalla volontà del soggetto), anche di una innervazione (motoneuroni o fibre gamma) che sfugge al controllo cosciente e che, diversamente, è sotto il controllo del subconscio. Queste fibre hanno una potente azione inibitoria o, per converso, eccitativa sulla fibra muscolare.

Può avvenire, così, che il furore scateni una incredibile forza in un uomo oppure che la paura lo indebolisca al punto da renderlo completamente inerme. E tutto ciò senza che la parte coscente possa intervenire. Un esempio chiaro: un adulto che è stato troppo punito da bambino, in genere, è una persona che non sa reagire e non riesce a trovare il coraggio di ribellarsi ad un suo aggressore che, mettiamo, gli ha dato un ceffone.

Ciò perchè egli ricorda la violenza subita da bambino e la sua impotenza ribellarvisi e quindi rivive lo stato di inerzia che lo riporta a sottostare al torto subito. Ecco, così, che il blocco energetico relativo a quelle esperienze “indebolisce” la vita “bioenergetica”, nel senso più ampio del termine, di quella persona. C’è di più: ciascuna esperienza, per affinità (per simpatia = stesso sentire), va ad aggregarsi, rinforzandolo, sul blocco primario aumentandone, così, la grandezza e, logicamente, la nocività. Esistono blocchi su tutte le sfere energetiche ed in tutte le combinazioni possibili: blocchi emotivi, dell’istintualità sessuale, spirituali, ecc.

Il sistema energetico secondario di difesa:

Allorchè si è stabilito un blocco, è necessario che questo venga gestito ed isolato per limitarne il più possibile la lesività. A far questo è il sistema energetico secondario di difesa (S E S D). Tale sistema è incaricato della gestione dei blocchi. Questa energia viene richiesta dal SESD al SEP che gliela trasferisce riducendo il patrimonio energetico utile alla gestione della vita materiale ed energetica del soggetto. Sa la riduzione è protratta e marcata allora la persona si ammala e alla fine può morire per azzeramento delle quote di energia. Dire, per esempio, che una persona è morta i crepacuore non è un semplice modo di dire. Significa, invece, che le esperienze che ha vissuto e che non è riuscita ad assorbire hanno prodotto blocchi energetici così grandi che per essere gestiti dal SESD hanno comportato l’azzeramento delle energie a disposizione del SEP per la gestione dell’attività vitale di quella persona.

Gli interventi sulla struttura energetica dell’individuo:

I'operatore Reiki ha bisogno, come fatto irrinunciabile, di inquadrare bene la tipologia bioenergetica del soggetto. Egli, prima di impiegare le più svariate tecniche (ad esempio, il byo-sen reiki, la scansione dell’aura per inividuarne le lesioni) per rilevare i blocchi bioenergetici della persona in osservazione, deve assolutamente raccogliere la più ampia anamnesi del soggetto. Ciò può intuirne l’imprinting energetico. Studiare attentamente, con domande, osservazioni, un paziente, porta il l'operatore a configurarne la struttura energetica di base e, raccogliendo i suoi ricordi, scavando, anche dolorosamente, in profondità nella storia del paziente potrà inquadrare le patologie di quegli, inserendole correttamente nella struttura energetica di base. Sapere, ad esempio, che un giovane è vissuto in una famigli benestante nella quale ambedue i genitori lavorano, che, magari , il giovane ha vissuto con il nonno gran parte della sua infanza fa intuire che lo Spirito, che in quel giovane si è incarnato, aveva preordinato quel tipo di espetimentazione. I'operatore, però, centra il suo obbiettivo nel momento in cui comprende che quel giovane poteva vivere molto più facilmente alcune esperienze (e quindi sviluppare certi tipi di blocchi) che non altre. Per esempio poteva, rispetto a un ragazzo coetano povero ma con l’affetto dei genitori, sperimentare la solitudine e non il dispiacere di non poter cambiare d’abito per andare ad una festa. L’abilità dell’operatore sarà ancora maggiore nel momento in cui, in blocchi multipli, deformati e complicati dal tempo e da esperienze affini (simpatia), riuscirà ad isolare ed enucleare, portandolo fuori, il blocco madre, quello che ha magnetizzato tutti gli altri successivi.

Avere tutte queste informazioni chiaramente rendono più efficiente e rapido l'intervento da parte dell'operatore.
Quest’ultimo, infatti, riterrà in seguito, fondandosi sulla corretta diagnosi bioenergetica, di impiegare le tecniche energetiche più idonee  per favorire la rimozione del blocco energetico. Normalmente nel Reiki di stampo occidentale non si da assolutamente enfasi alla parte diagnostica in quanto non viene ritenuta importante perche viene lasciato questo onere all'intelligenza supriore energetica che sa sempre cosa fare. Diverso il punto di vista del Reiki cosi detto originale che viene praticato in giappone dove invece si da molta importanza alle capacità di percepire l'energia sottile da parte degli operatori. Infatti diverse tecniche come per esempio il Byosen o Reiji cosi come altre tecniche che servono ad ampliare la sensibilità psichica del praticante. In Giappone nel primo grado Sho Den ci si allena alla percezione del Hibiki, appunto, l'energia sottile in disarmonia. In questo modo sembra evidente che l'implicazione dell'operatore, nel processo dinamico che si esplica con utilizzo delle svariate tecniche, sia molto utile nel raggiungimento del risultato. Prendendo però questo modello come esempio emerge in modo evidente come l'attuale iter formativo non può assolutamente sodisfare le competenze richieste. Ma di questo parlerò in un altro articolo.

Reiki Master
Graziano Scarascia



martedì 22 febbraio 2011

Reiki "la scelta"

Un altro interessante video creato da Graziano Scarascia Reiki master del centro italiano di formazione per operatori Reiki. In questo video mette sotto la lente di ingrandimento come le nostre scelte determinano poi la direzione della nostra esistenza. Un video che sicuramente da spunti di meditazione e fa riflettere.


domenica 13 febbraio 2011

IL MIO VIAGGIO NEL REIKI

Dal diario di un'allieva della scuola reikilife Cifor -Caserta,che ci ha autorizzato a farlo per amore del Reiki,riportiamo la testimonianza di quello che sta accadendo nella sua vita ,grazie al percorso che sta compiendo ,condividendolo e augurandolo a tutti:


IL MIO VIAGGIO NEL REIKI


Spesso,non tutti sono concordi nel dover affrontare,vedere,attraversare le propie paure,dolori,traumi nascosti,di conseguenza ho evitato.Comunque,per quanto riguarda il mio percorso nel Reiki...sottolineo NEL,essendo il rei-ki non un qualcosa al di fuori di noi,ma in noi,parte di noi..il KI così come il REI,essendo il fulcro dell'universo,e noi parte di questo...quindi la non separabilità tra rei e ki...ecco perchè ho scritto NEL REIKI..il mio viaggio è iniziato in modo molto tormentoso,ma flessibile nello stesso tempo...ho contattato i miei dolori,paure,traumi più nascosti..nel dolore ho sorriso anche,sorriso perchè ho trovato i perchè di molti miei comportamenti o vicissitudini della mia vita quotidiana,legati appunto a quei trauma,paure irrisolte. Confesso che spesso ho pensato:

"ok,due ora sono le cose...o esco pazza o risolvo molte cose e arrivo non so dove!"...nel mio tortuoso cammino di questi mesi però,non sono mai scivolata giù..ecco perchè ho volato in picchiata giù verso il fango,ma senza bagnarmi...perchè mi sono sentita protetta,ho percepito una forza forse più grande di me,pur essendo in me o io essendone parte,che mi stava guidando...e che mi guida...per dove non lo so,anche se lo percepisco,lo sento e ovunque io debba andare,sento che va bene così...in ogni caso,oggi,ogni mio passo è molto più sereno..ho lasciato andare molte cose,ma non alla deriva,semplicemente senza attaccamento,senza creare differenza tra uno stadio ed un altro,proseguo...ok..ho cercato velocemente di riassumerti la mia esperienza nel reiki...nel reiki mi sono conosciuta e riconosciuta,è in me ed ovunque...viaggio felice anche nelle difficoltà del mio essere..le ho accolte e quindi riesco subito a trasformarle,ci riesco...e sono pronta a trasformare quelle che verranno,ma con una consapevolezza diversa..so che posso semplicemente perchè so chi sono:energia manifesta!

CON IMMENSO AMORE E GRATITUDINE
Tai Julia Palmiero

lunedì 31 gennaio 2011

Cosa è il Reiki ?

Particolarmente interessante e formativo è stato il tirocinio di Reiki della scuola Reikilife Cifor, svoltosi ieri 24 gennaio 2011, presso la sede della scuola, in via Ruggiero a Caserta.
Il Reikimaster Graziano Scarascia ha indotto gli studenti a riflettere e rispondere ad un apparente non diffcile quesito:
"COS'E' IL REIKI?"
Esortati ad esprimere in un solo termine il Reiki, molteplici sono state le risposte:
LUCE
ENERGIA
EQUILIBRIO
SCOPERTA
FORZA
ESPERIENZA
SISTEMA
ENERGIA D'AMORE
SVELARE
AMORE INFINITO
INTEGRAZIONE
SCOPRIRE


Date le diverse interpretazioni, possiamo solo affermare che al Reiki si attribuiscono  molteplici significati; Il quesito che sorge spontaneo è " può dietro una parola o sistema o tecnica esserci tutto ciò che una persona vuole vedere in esso?" l'errore di fondo sta nel fatto che si delega fuori, in questo caso nella parola Reiki, un potere investendolo di "attributi" che secondo me neanche gli competono, ma che hanno intimamente a che fare con ciò che la nostra mente razionale individua come tassello mancante per stabilire quel effimero  equilibrio che il nostro Super Io fortemente anela. cosi facendo si ha la sensazione che il Reiki possa inglobare delle capacità.
Nascono così tanti fraintesi.
Facciamo una semplice analisi: se fosse vero che il Reiki è Amore Infinito, io praticando Reiki, divento Amore infinito, se il Reiki è saggezza, io divento saggezza e così via.
Ma in questo modo io delego ad una parola o un sistema tutto ciò che sento mancante, affidando al Reiki stesso delle qualità che non gli sono proprie. L'Amore è una condizione, non giunge semplicemente attivandonci al Reiki: Credere che basti fare un seminario di 1 livello per essere delle persone migliori o più dotate o più amorevoli o sagge è mera illusione. Sono quelle parole lusinganti ed a effetto che usano i corteggiatori per sedurvi ad aderire ai loro corsi. Le qualità umane sono"potenzialmente"  già in noi, anche se filtrate e contaminate dall'azione della nostra mente.
L'amore è un sentimento che spesso si trasforma a causa dell'Ego, diventando a volte anche una merce di ricatto.
Infatti, quando agiamo per amore, di fondo abbiamo sempre l'aspettativa di ricevere qualcosa in cambio. Agire senza aspettative è difficilissimo dare senza aspettarsi nulla è un concetto interessante altruistico ma raro nella sua applicazione. Parlo della parola "amore" perchè è quella più gettonata quando si parla di tale metodo e viene talmente tante volte abbinata al Reiki che alla fine ci si convince che questo possa essere così !!  L'amore nn ha bisogno del REIKI per "essere" come dice in una canzone di Battiato e Consoli "L'universo obbedisce all'amore." Non si può chiudere l'amore in una parola cosi come nn si può racchiudere l'oceano in un bicchere.
Reiki è una parola di sintesi che neanche fu coniata da Usui stesso, Indica le due forze contrapposte e complementari che  tutto generano e tutto trasformano. Ma è semplicemente un sintesi che dovrebbe ogni uno di noi portarlo a "sperimentare la vita"
Fin quando deleghiamo all'esterno la ricerca di qualcosa che ci manca, dipendiamo sempre da qualcosa che viene dall'esterno.
La verità è unica per tutti, infatti abbiamo tutto ciò di cui necessitiamo dentro di noi.
Ecco che possiamo affermare con certezza, che il Reiki è un sistema o un metodo che ci sveglia all' ipotesi, che abbiamo tutto il potenziale per evolverci, dentro di noi.
Aspettare l'arrivo di un'illuminazione dall'esterno attraverso dei surrogati (gurus, maestri, iniziazioni etc etc) è una mera illusione. Infatti possiamo raggiungere tutto, ma solo se cerchiamo di far emergere il nostro potenziale!!!
Partire da basi solide è la premessa giusta per edificare, soprattutto in un percorso di evoluzione quale è il Reiki!
Non dimentichiamo mai:" IO SONO!!!!"
La base del Reiki sono la pratica e la formazione: sperimentando, osservando, lavorando sodo su di sè e vivendolo ogni giorno, il Reiki è il sentiero che permette di crescere e di conoscersi meglio. Il reiki è solo una delle tante strade che potrebbero portarti a quel obbiettivo. Ma come si dice in un detto famoso "Non cercare di seguire le orme dei saggi di un tempo ma cerca ciò che essi cercavano"
La scuola Reikilife persegue l'obiettivo di donare ad ogni studente questa possibilità, offrendo un percorso di formazione serio e di qualità che non termina dopo il canonico week end. In tale tirocinio monitoriamo ogni singolo gradino e progresso da parte dello studente con amore e competenza. Estendiamo a tutti coloro che leggeranno questo articolo l'augurio di trovare Reiki e i mezzi idonei per crescere attraverso di esso..
Nella speranza di aver delucidato un concetto molto astratto ma reale, in una società che tende a superficializzare e rendere tutto materiale, vi saluto, accogliendovi nel mio piccolo cuore con amore.
Un immenso abbraccio di luce




REIKILIFE STAFF
Testo
Caterina Bernardi
Graziano Scarascia

sabato 15 gennaio 2011